MIDI è l’acronimo di Musical Instrument Digital Interface cioè Interfaccia Digitale per Strumenti Musicali. E’ un protocollo di comunicazione inventato nel 1982 per controllare strumenti musicali digitali come i sintetizzatori.
Negli anni lo standard è stato adattato a molte applicazioni ed ha permesso ai computer di controllare intere orchestre di strumenti musicali.
In generale i dispositivi MIDI si dividono in due famiglie: i “controllori” che generano segnali MIDI in base alle azioni del musicista, per esempio la pressione di tasti, ed i “sintetizzatori” che prendono questi comandi e li trasformano in suoni.
Molti software utilizzati da chi fa musica “capiscono” il protocollo MIDI che è un veicolo ideale per controllare il computer da un dispositivo come l’arduino.
Entrando un po nel dettaglio, il MIDI si basa su una comunicazione seriale a 31250 bit al secondo che trasmette pacchetti di bytes.
I comandi midi più comuni sono composti da 3 bytes, il primo è il comando ( o azione) che si identifica perche ha un valore da 128 in su , seguito da due parametri che hanno valori inferiori (da 0 a 127).
Per esempio il comando “Note On” , che equivale alla pressione di un tasto, è rappresentato dai numeri che vanno da 144 a 159, seguito da due numeri che rappresentano il valore della nota stessa e dal volume (in inglese Velocity)
Se ci fate caso noterete che il protocollo si basa sul guardare il bit più significativo di ogni byte (che ha un valore di 128 appunto) , quando quello è ad 1 sto leggendo un comando mentre se è a zero è un parametro.
Questa tecnica per riconoscere i comandi è un trucchetto tipico di questi protocolli anni ‘80 che li rendono molto semplici da implementare in arduino.
Dal punto di vista elettrico inviare dei segnali MIDI è molto semplice, basta collegate il piedino TX di Arduino ad un connettore DIN a 5 poli attraverso una resistenza da 220ohm.
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Il protocollo MIDI
MIDI è l’acronimo di Musical Instrument Digital Interface cioè Interfaccia Digitale per Strumenti Musicali. E’ un protocollo di comunicazione inventato nel 1982 per controllare strumenti musicali digitali come i sintetizzatori.
Negli anni lo standard è stato adattato a molte applicazioni ed ha permesso ai computer di controllare intere orchestre di strumenti musicali.
In generale i dispositivi MIDI si dividono in due famiglie: i “controllori” che generano segnali MIDI in base alle azioni del musicista, per esempio la pressione di tasti, ed i “sintetizzatori” che prendono questi comandi e li trasformano in suoni.
Molti software utilizzati da chi fa musica “capiscono” il protocollo MIDI che è un veicolo ideale per controllare il computer da un dispositivo come l’arduino.
Entrando un po nel dettaglio, il MIDI si basa su una comunicazione seriale a 31250 bit al secondo che trasmette pacchetti di bytes.
I comandi midi più comuni sono composti da 3 bytes, il primo è il comando ( o azione) che si identifica perche ha un valore da 128 in su , seguito da due parametri che hanno valori inferiori (da 0 a 127).
Per esempio il comando “Note On” , che equivale alla pressione di un tasto, è rappresentato dai numeri che vanno da 144 a 159, seguito da due numeri che rappresentano il valore della nota stessa e dal volume (in inglese Velocity)
Se ci fate caso noterete che il protocollo si basa sul guardare il bit più significativo di ogni byte (che ha un valore di 128 appunto) , quando quello è ad 1 sto leggendo un comando mentre se è a zero è un parametro.
Questa tecnica per riconoscere i comandi è un trucchetto tipico di questi protocolli anni ‘80 che li rendono molto semplici da implementare in arduino.
Dal punto di vista elettrico inviare dei segnali MIDI è molto semplice, basta collegate il piedino TX di Arduino ad un connettore DIN a 5 poli attraverso una resistenza da 220ohm.
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